Qui di vino si parla come a tavola, senza fretta. Tutto è cominciato nel 2006 con una Barbera, la prima, e da quel bicchiere non ho più smesso di assaggiare, di fare domande e di bussare, a mia volta, alle porte delle cantine.
Il Piemonte è casa: Nizza e Canelli, Barolo e Barbaresco sono le colline a cui torno sempre. Poi ogni viaggio è diventato la scusa per una deviazione in più, e così ho attraversato l’Italia dal Veneto alla Puglia, fino alla Sardegna. Qualche volta la strada ha allungato il passo e mi ha portato in Francia, in Sudafrica, in Australia.
Oggi mi incontri facilmente a una fiera o a un evento: mi piace girare tra i banchi, perché in un pomeriggio si fa mezzo mondo un calice alla volta, e dietro ogni bottiglia c’è qualcuno con una storia da raccontare. Il vino non è il mio mestiere: è la passione che da vent’anni cammina accanto al lavoro di tutti i giorni. Doliarium è il salotto dove la faccio sedere, insieme a quello che ho trovato nel bicchiere e ascoltato da chi il vino lo fa.
Se ci incrociamo a una fiera, fermati: un calice insieme non si rifiuta mai. E se hai una bottiglia che secondo te dovrei assaggiare, o una cantina che merita una visita, scrivimi a info@doliarium.com o passa dal modulo dei contatti. A una bottiglia che arriva per farsi conoscere non ho mai saputo dire di no: la stappo, la ascolto e, se mi convince, la racconto qui, a chi è seduto con noi. Mi trovi anche su Instagram, @winehoreca, e sul canale WhatsApp WineHoReCa.
Intanto il bicchiere è pieno. Abbiamo tempo.