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Tra fili d’oro e un sorso di storia: i ricami di Oliena e il Nepente che profuma di tradizione

Ci sono luoghi che raccontano una storia senza parlare. Basta camminarci piano, lasciarsi guidare dagli odori della terra e da ciò che resta inciso nei gesti, nei dettagli. Oliena è uno di quei luoghi. Un paese che sa custodire con fierezza ciò che altri hanno dimenticato, intrecciando arte e natura, memoria e sapore.

Da un lato, il filo sottile di un ago che cuce abiti in seta e oro. Dall’altro, il sorso intenso del Nepente, vino schietto e senza compromessi. Due forme di resistenza. Due modi di raccontare chi si è, senza pronunciare una sola parola.

Il filo della memoria: i ricami in mostra a Oliena

Nell’antico Ex Collegio dei Gesuiti, tra le vie di pietra del centro storico, prende vita una mostra che è molto più di un’esposizione:

“Ilos de seda e de oro… ricamano abiti, rievocano ricordi”.

Fino al 3 novembre, ogni pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00 (escluso il lunedì), si possono ammirare costumi tradizionali, corpetti, grembiuli e tessuti impreziositi da ricami che sembrano fili di luce. Sono le mani delle donne di Oliena a parlare, attraverso punti antichi, geometrie delicate, materiali nobili.

Non è nostalgia. È memoria viva. È identità indossata. Ogni abito racconta una storia familiare, una festa, una speranza. Non servono audioguide né spiegazioni: basta osservare in silenzio e lasciare che le dita degli occhi sfiorino quei fili, così simili alle radici.

Nepente: il vino che non si piega

Oliena è anche terra di vigna, di vendemmie pazienti, di sapori decisi. Il Nepente non è un vino qualunque: è il Cannonau nella sua versione più autentica, affinata dal granito, accarezzata dal vento, forgiata da mani che sanno aspettare.

È un vino che non cerca approvazione: si racconta com’è. Rubino, profondo, secco. Un sorso e ti accorgi che è la voce della terra che parla.

Non a caso, D’Annunzio – che di parole se ne intendeva – scrisse:

“Non conoscete il Nepente di Oliena? Ahi, lasso!”

Dietro ogni bottiglia ci sono famiglie, colline, tradizioni. Ci sono cantine che lavorano con rispetto, con passione. Luoghi dove la degustazione è solo l’ultimo gesto di un percorso che comincia mesi prima, quando il sole scalda le prime foglie e la terra si prepara al miracolo.

Tra queste, una realtà che merita una visita per la qualità del vino e per l’accoglienza autentica è la Cantina Iolei. Il loro Nepente Riserva è un Cannonau elegante e profondo, capace di raccontare il carattere più puro di Oliena. Una tappa perfetta per chi vuole scoprire il vino non solo come bevanda, ma come espressione del territorio.

Due patrimoni, un solo cuore

I fili d’oro della mostra e i tralci del Cannonau non sono così distanti.

Entrambi raccontano di pazienza, di sapienza, di appartenenza.

Entrambi hanno bisogno di tempo, cura e silenzio.

Visitare Oliena è un gesto contro la fretta. È scegliere la bellezza del dettaglio, del lavoro fatto bene. È imparare a leggere una cultura che si nasconde nei piccoli gesti, in un punto ricamato o in un calice di vino.

Informazioni utili

🧵 Mostra: Ilos de seda e de oro… ricamano abiti, rievocano ricordi

📍 Ex Collegio dei Gesuiti, via Canonico Bisi – Oliena

🕓 Fino al 3 novembre, ogni giorno tranne il lunedì, dalle 16:00 alle 19:00

🍷 Cantina consigliata:

Cantina Iolei – Nepente Riserva consigliato. Visite su prenotazione.

Un invito lento

Oliena non si attraversa: si ascolta.

Che siate appassionati di artigianato, amanti del vino o semplicemente curiosi, è un luogo dove tradizione e gusto si incontrano e camminano insieme.

Tra un filo dorato e un calice rubino, c’è una Sardegna che resiste, che crea, che accoglie.

E che merita di essere vissuta.

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