Il tappo è un elemento cruciale per la conservazione del vino, e negli anni ha subito un’evoluzione importante. Se un tempo il sughero era l’unica opzione, oggi esistono alternative tecnologiche come il tappo a vote, i tappi sintetici e quelli a base di materiali compositi. Tuttavia, molte dicerie e pregiudizi persistono, soprattutto nei confronti del tappo a vite, spesso considerato sinonimo di bassa qualità. In questo articolo analizziamo le diverse tipologie di chiusure, la loro evoluzione e sfatiamo alcuni miti.
Il Tappo di Sughero: Tradizione e Limiti
Il sughero naturale è il materiale più tradizionale per i vini fermi e spumanti, apprezzato per la sua elasticità e capacità di adattarsi al collo della bottiglia, garantendo una chiusura ermetica ma con una leggera permeabilità all’ossigeno, utile per l’evoluzione del vino.
Vantaggi:
Permette un micro-scambio di ossigeno che favorisce l’invecchiamento.
Tradizione e percezione di pregio nel mercato.
100% naturale e biodegradabile.
Svantaggi:
Il rischio di odore di tappo (TCA – tricloroanisolo), che può rovinare il vino.
Variazioni di qualità : non tutti i tappi di sughero sono uguali, alcuni possono avere microfessure o essere troppo secchi.
Costi elevati e approvvigionamento dipendente da un’industria specifica (soprattutto Portogallo e Spagna).
Evoluzione: Negli ultimi anni, per ridurre il rischio di TCA, si stanno sviluppando tappi in sughero microgranulato o trattati con tecnologie che eliminano i composti responsabili dei difetti sensoriali.
I Tappi Tecnici e Compositi: Il Compromesso tra Qualità e Costo
I tappi tecnici sono una combinazione di sughero naturale e materiali compositi. I più noti sono i tappi DIAM, che utilizzano sughero microgranulato trattato con CO2‚ supercritica per eliminare ogni possibile contaminazione da TCA.
Vantaggi:
Qualità costante e nessun rischio di odore di tappo.
Possibilità di modulare la permeabilità all’ossigeno.
Più economici rispetto al sughero naturale di alta qualità .
Svantaggi:
Percezione meno “nobile” rispetto al sughero naturale.
Alcuni consumatori li vedono come “tappi economici”.
Il Tappo a Vite: Qualità e Praticità , Ma con Pregiudizi
Il tappo a vite (screw cap) È molto diffuso in Nuova Zelanda, Australia e alcune zone della Francia e dell’Italia, ma in molti mercati, soprattutto quello italiano, è ancora associato a vini di fascia bassa.
Vantaggi:
Assenza totale di contaminazione da TCA.
Perfetta ermeticità , ideale per preservare aromi freschi e fruttati.
Praticità : facile da aprire e richiudere.
Maggiore controllo sulla permeabilità (con liner interni progettati per diverse esigenze di affinamento).
Svantaggi e Pregiudizi:
Percezione negativa, soprattutto per vini destinati all’invecchiamento.
Minore fascino rispetto alla ritualità dell’apertura del tappo di sughero.
Sfatiamo un mito: Il tappo a vite non è sinonimo di vino economico. Alcuni dei migliori Sauvignon Blanc neozelandesi, Riesling tedeschi e Chardonnay australiani utilizzano questa chiusura per garantire freschezza e longevità.
Tappi per Spumanti: Oltre il Sughero
Il tappo in sughero con gabbietta metallica è lo standard per gli spumanti, ma esistono alternative. Alcuni produttori utilizzano tappi in materiale tecnico (come quelli impiegati da alcuni Champagne non millesimati) per garantire costanza qualitativa e tenuta della pressione.
Evoluzione:
Alcuni Prosecco e spumanti metodo Martinotti usano tappi a corona, perfetti per la conservazione della pressione e spesso utilizzati nei tiraggi prima della sboccatura.
Si sperimentano materiali innovativi che garantiscono una maggiore durata senza compromettere la qualità.
Conclusione: Innovazione e Scelta Consapevole
Non esiste un tappo “migliore” in assoluto: la scelta dipende dal tipo di vino e dall’obiettivo del produttore. Il sughero resta la scelta principe per i vini da invecchiamento, ma i tappi tecnici, a vite e sintetici offrono vantaggi che non possono essere ignorati. È tempo di superare i pregiudizi e valutare ogni chiusura in base alla qualità del vino, non alla tradizione.
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