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Wine

Non farti ingannare dall’etichetta: scegli il vino giusto con questi trucchi


Entro nel supermercato con un obiettivo chiaro: trovare una bottiglia di vino che valga la pena stappare stasera. Davanti a me, scaffali infiniti di etichette colorate, nomi altisonanti e prezzi che oscillano tra il sospettosamente basso e il proibitivo. La scelta è vasta, quasi soffocante. E se non vuoi cadere nella solita trappola del “prendo quello con l’etichetta più carina”, serve un metodo. Etichetta Vino potrebbe fare la differenza.

Il prezzo dice qualcosa, ma non tutto

Sfatiamo subito un mito: più caro non significa sempre migliore. Certo, una bottiglia da 5 euro difficilmente sarà memorabile, ma anche sopra i 30 euro si rischia di pagare più il brand che la qualità. Il punto giusto spesso sta nel mezzo.

Leggere l’etichetta (e capirci qualcosa)

Prendo una bottiglia a caso e la osservo. L’etichetta è la carta d’identità del vino, e sapere cosa guardare può fare la differenza tra un acquisto azzeccato e una delusione.

• Denominazione: se c’è scritto DOC, DOCG o IGT, significa che quel vino segue regole precise sulla produzione. Questo non garantisce che sia buono, ma è un buon segnale. Se invece trovi solo la scritta “vino rosso” o “vino bianco”, meglio lasciar perdere.

• Annata: un vino giovane è spesso più fresco e beverino, ma alcuni rossi e bianchi migliorano con qualche anno di riposo. Un’annata recente su un vino pensato per invecchiare potrebbe non dare il massimo.

• Vitigno e zona di produzione: se conosci un minimo i tuoi gusti, sapere da che uva è fatto il vino aiuta. Se ami i rossi morbidi e fruttati o i bianchi minerali e freschi, meglio cercare un vitigno in linea con le tue preferenze.

• Grado alcolico: non è una regola fissa, ma spesso un vino con qualche grado in più avrà più corpo e struttura.

Chi lo produce davvero?

Un dettaglio che pochi controllano, ma che rivela molto sulla qualità del vino, è la dicitura “Imbottigliato da”. Qui si capisce se il vino proviene da una cantina con un proprio vigneto o se è stato prodotto da un’azienda che compra uve o vino sfuso e lo imbottiglia.

Se leggi “Imbottigliato all’origine da…”, significa che il produttore ha coltivato le proprie uve, vinificato e imbottigliato direttamente in cantina. Questo è spesso un buon segno.

Se invece trovi scritto “Imbottigliato da…” seguito da un nome generico o da una sigla seguita da un numero e la sigla di una provincia (es. IT123PD), allora è probabile che il vino provenga da una grande azienda che lavora con uve o vini acquistati da più fornitori. Non significa necessariamente che sia scadente, ma in genere indica una produzione più industriale e meno legata al territorio.

Osservare lo scaffale con attenzione

C’è un piccolo trucco che ho imparato col tempo: i vini migliori non sono quasi mai all’altezza degli occhi. Le etichette più pubblicizzate stanno in bella vista, mentre alcune chicche meno conosciute si trovano più in basso o defilate. Vale sempre la pena guardare oltre la prima fila.

Il trucco del fondo della bottiglia

Ecco un piccolo segreto che può aiutarti a valutare rapidamente un vino: metti un dito nel fondo della bottiglia. Se la concavità  è profonda, è un buon segno. Le bottiglie con il fondo scavato sono solitamente più resistenti e usate per vini di qualità  superiore, mentre quelle con il fondo piatto tendono a contenere vini più commerciali. Non è una regola assoluta, ma nella maggior parte dei casi funziona.

La prossima volta, sii più furbo

Se una bottiglia ti convince, non fermarti lì. Segnati il nome, cerca informazioni, prova altre etichette della stessa cantina. Più sperimenti, più affini il gusto e meno rischi di tornare a casa con un vino che ti delude.

Stasera ho scelto il mio al Carrefour.
Barbaresco di Adriano Marco e Vittorio Lo stapperò a cena, certo di aver fatto la scelta giusta. E tu? Quale sarà la tua prossima scoperta?

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